martedì 19 ottobre 2010

Non riusciamo a svegliarci da un sonno che dura ormai da decenni.

Mia intervista a Mio Magazine di ottobre/novembre 2010.
Pag. 68-69.

"Terribilmente attuale. Straordinariamente realistico. MONZA DELLE DELIZIE è un labirinto di specchio di cui conosciamo già la via d'uscita: potere e perversione..."

mercoledì 6 ottobre 2010

Da MONZA DELLE DELIZIE, cap. 21-

Marini entrò nell’appartamento in fiamme.Il calore era fortissimo, ma pensò che poteva farcela a resistere per qualche minuto. Alcune travi erano cadute in mezzo a quella che sembrava essere stata una sala, dove bruciavano tende, mobilio, infissi e divani. A destra, nel piccolo atrio, vide un bagnetto. Entrò e aprì l’acqua, cercando di bagnarsi dappertutto il più in fretta possibile. Poi tornò nell’ingresso: lì si apriva un’altra stanza, oltre al passaggio per il salotto. Sentì un forte tonfo, seguito da un rumore a cascata di materiale. Il tetto stava cedendo.Entrò nell’altra stanza, che era un piccolo studio. Il calore aveva fatto prendere fuoco agli infissi, ma si poteva passare. Aprì i cassetti della scrivania, e prese tutti i fogli che riuscì a trovare. Sentì un forte scricchiolio dal soffitto.Cadde gattoni sul pavimento, tossendo, con i fogli in mano. Il pavimento, in parquet, scottava e la gamba destra non rispondeva più ai comandi del suo cervello.Vide una borsa nera in pelle e l’afferrò. Dall’alto cadde una trave che precipitò sulla scrivania.Marini si trascinò carponi nell’ingresso dell’appartamento,con i fogli e la borsa in mano.
Il caldo era insopportabile.
Vide le lingue di fuoco che avanzavano dalla sala e sentì un colpo sordo, ancora più forte di prima. Mancava meno di mezzo metro alla porta ma non aveva più la forza di rialzarsi e continuò a trascinarsi. Pensò per un attimo a Valeria, e a come sarebbe stato buffo morire senza rivederla più. Trovò pure ridicolo chel’unica parola che gli fosse venuta per descrivere la sua morte fosse “buffo”.
Poi sentì un assordante rumore di vetri infranti e un frastuono, come uno scroscio. Cercò di mettere i fogli nella borsa e la gettò fuori dalla porta, o pensò di averlo fatto. Continuò a spostarsi, ma non riusciva più a respirare.Sentì di avere il petto otturato da qualcosa che impediva all’aria di entrare. Gli sembrò di avere i piedi in fiamme.
Sto bruciando vivo. Tra poco sarò un pezzo di carbone.
Lo scroscio era sempre più fragoroso. Fece ancora uno sforzo per muoversi, infine svenne, a pochi centimetri dall’uscita sul pianerottolo.
L’ultima cosa che riuscì a pensare era che desiderava dell’acqua, un lago d’acqua, un mare, un oceano d’acqua fresca.

venerdì 24 settembre 2010

“Sangue di cane” (Laurana) di Veronica Tomassini

“Cosa ci rende infelici? Se lo chiederanno mai i randagi? No, loro seguono la via, immersi in una notte cieca, coperti solo da un dolore erico” (L’aquilone, Veronica Tomassini)

Veronica Tomassini, giornalista, siciliana, ma di origine umbra, ha pubblicato “L’aquilone” (Emanuele Romeo, 2002); “Outsider” (A&B editrice, 2006); “La città racconta. Storie di ordinaria sopravvivenza” (Emanuele Romeo Editore, 2008). Da pochi giorni è in libreria “Sangue di cane” della neonata casa editrice Laurana, nata da un’idea di Calogero Garlisi, l’amministratore delegato di Melampo.

Sei “circocentrica” nelle idee, e slavofila (senza scuse, dici tu). Dicci che significa e parlaci di te.

Circocentrica non vuol dire nulla per la verità, è una descrizione ironica, giocosa, che ho usato sul profilo di facebook (di quella diavoleria di facebook). Di me non posso dire molto: scrivo per mestiere e perché l’ho sempre fatto. Sono una slavofila perché i miei gusti musicali, le mie letture, certi registi che ho amato, arrivano da quel promontorio. Ho amato la letteratura russa, mi ha condizionato forse, continuo a riconoscere il valore assoluto del realismo di Gogol, dei suoi eroi capovolti, umiliati e offesi, del parodosso del dramma dei diseredati, su cui poggiava il suo sguardo lucido e una risata stridula, diceva Prampolini, mentre il lettore soffocava per l’amarezza e la malinconia.

In “Sangue di cane” c’è la Sicilia e c’è la borghesia. Che Sicilia è ? E che borghesia è?

C’è una Sicilia poco frequentata, la più meticcia, la più distratta. Questa Sicilia ha perso i suoi connotati e alla trama non concede cliché. Non esiste la borghesia, è una classe scomparsa da un pezzo, in Sicilia più che mai. Niente a che vedere con atmosfere e interni da trazzere e pale di fichi d’india, tipici di una certa tradizione letteraria meridionalista. Nel romanzo non c’è una denuncia valida, potente in questo senso, uso forse impropriamente l’aggettivo borghese (che mi fa pensare al neorealismo, sarebbe più opportuno collocarlo lì, in seno ad un romanzo di Moravia, nei modi e nei toni dell’eterna Andreina de Le ambizioni Sbagliate); invece che borghese avrei potuto intendere “il mondo giusto”, perbene, educato. La Sicilia offre un pretesto formale, globalizzata e anonima.

È anche la storia di un amore impossibile, ma vero. Che si intreccia con il tema dell’immigrazione e dell’integrazione. Dove “l’altro” è la giovane ragazza italiana che viaggia da una vita a un’altra.

Una giovane donna di buona famiglia che si innamora di un uomo polacco, senza fissa dimora. E sarà l’abisso.

Perdere ogni cosa, immergersi dimenticando quello che si è, per poi rinascere, forse. C’è speranza in questo tuo romanzo?

L’amore è speranza, pure pretendendo il suo vincolo di vassallaggio. Una condizione nobile ed elevata che deve espiare, dopo aver guarito, salvato, edificato.

C’è l’idea di una Volontà superiore negli eventi del tuo romanzo. Che rapporto hai con la fede, con le religioni?

Se non Dio chi era Colui che reggeva la fronte al becero, che sollevava le braccia inutili di un barbone senza stomaco, sepolto dai suoi escrementi, che raccoglieva nella sua preziosa otre il sangue dell’empio, bruciato dall’abiezione? Chi era Colui che asciugava le lacrime dell’accattone malato di alcol e di solitudine in una stanza di ospedale? Io lo chiamo Padre.

“Credo che la scrittura debba fare male, scoprire i nervi e provocare cortocircuiti. Gli scrittori sono troppo indulgenti con il mondo intorno, cercano la fama e il profitto, una fetta di torta qualsiasi. A me interessa illuminare zone di buio, con le mie storie, i miei personaggi, il mio stile. Dentro quel buio ci sono anch’io, ci siamo tutti noi.” Luigi Bernardi. “Voglio una letteratura perturbante e non consolatoria” Wu Ming 1. Che ne pensi? Cosa vuol dire “far male”, “perturbare”? E’ quello che vuoi?

Non lo so, magari è così, molto scaturisce da un dolore esistenziale o da una noia esistenziale, ma non posso dire se questo sia il punto; a volte sento la scrittura vicina ad una grande nostalgia. La scrittura arriva da un luogo misterioso, dove ogni voce si è già incontrata.

Cosa senti di questo “luogo misterioso”? Come ti arrivano le storie, le parole, i colori, le persone e gli odori che poi riesci a mettere nelle tue righe?

Ripeto, non è traducibile. Le cose sono lì, bisogna lasciare che affiorino, come i narcisi sul pelo dell’acqua.

Come sei arrivata a pubblicare questo tuo quarto libro? Quale è la tua storia di scrittore?

Sono arrivata a questo libro grazie al lavoro generoso di talent scout dello scrittore Giulio Mozzi. Aveva letto le mie cose precedenti, venne a Catania apposta. Mi disse: “adesso devi scrivere la storia che si nasconde dietro tutte le altre; adesso è arrivato il momento”. Così è stato. Giulio Mozzi mi ha sostenuto fino ad oggi, fino a Laurana, continua a farlo, i suoi consigli sono preziosissimi. Inoltre devo dire grazie a Marco Travaglio che ha letto il romanzo, quando non aveva ancora un editore; gli sembrò molto forte e lo propose in lettura a Calogero Garlisi, già fondatore di Melampo (casa editrice specializzata in saggistica). E’ stato un bel gesto da parte sua. Garlisi invece mi sembra di conoscerlo da sempre, così positivo, così entusiasta. In un battito ha fondato una nuova casa editrice, la Laurana, investendo nel mio romanzo. Poi c’è Gabriele Dadati, editor e infallibile ufficio stampa di Laurana (giovane e bravo scrittore), e il grafico Daniele Ceccherini. E infine ci sono gli altri ottimi autori, già in catalogo: Massimo Cassani (“Un po’ più lontano”), Marco Bosonetto (“Nel grande Show della democrazia”), Antonio Pagliaro (“I cani di via Lincoln”). Sono stata fortunata, ho incontrato le persone giuste, giuste e generose.

Cosa stai leggendo? C’è un libro che ti ha molto colpito recentemente?

Sto leggendo Cesare Pavese, “Prima che il gallo canti”. Nella ristampa del 1974, è un Oscar Mondadori.

martedì 21 settembre 2010

mercoledì 7 luglio 2010

GIALLONOIR - BRIVIDI D'ESTATE: TRE VENERDI’ ALL'INSEGNA DEL GIALLO E DEL NOIR

La Libreria Azuni presenta:
"GIALLONOIR - BRIVIDI D'ESTATE: TRE VENERDI’ ALL'INSEGNA DEL GIALLO E DEL NOIR"
piccola rassegna letteraria che da venerdì 16, per tre venerdì consecutivi, vedrà alternarsi tre scrittori:
Sergio Paoli (16 luglio), Marilù Oliva (23 luglio), Gianfranco Cambosu (30 luglio)


Tutti gli incontri si svolgeranno presso la Libreria Azuni (Viale Mancini, 15 - Sassari) alle 19.00

Venerdì 16 luglio - incontro con SERGIO PAOLI

Sergio Paoli - Ha 45 anni, è nato a Viareggio e vive in provincia di Lecco. Laureato in economia, lavora come Quadro aziendale. Scrittore autodidata, ha finora pubblicato la raccolta di mini-racconti noir e surreali "Rumori di fondo e i due romanzi "Ladro di sogni" e "Monza delle delizie".

"Monza delle delizie"
- La facciata scintillante di vetrocemento: un palazzo, un centro direzionale, un'azienda. Una macchina da soldi. Manager in gessato, segretarie eleganti e la forza di vendita che pompa business. Oggi come oggi, il massimo. Ma anche un mondo dove tutti imbrogliano le carte. Dove conti solo se sei funzionale al gioco. Una inquietante vicenda ambientata nel mondo dei manager e delle grandi aziende.

"Ladro di sogni" - In una periferia milanese grigia e senza speranze, il vicecommissario Marini è il protagonista di una storia avvincente. Scopre un Paese semplice dove riemergono antichi razzismi, paure primordiali alimentate dalla propaganda, nuovi fascismi e xenofobie. Sullo sfondo, come sempre, qualcuno pesca nel torbido...

Venerdì 23 luglio - incontro con MARILU' OLIVA

Marilù Oliva - Bolognese, insegna lettere. Scrive per Thriller Magazine, Carmilla, Sugarpulp, Milanonera. Nel 2009 è uscito per Perdisa Pop il suo romanzo d’esordio, "Repetita", che è arrivato finalista al Premio di Letteratura Gialla di Camaiore e ha ottenuto notevole riscontro di pubblico e critica. Il suo secondo romanzo è "¡Tú la pagarás!" (Elliot Edizioni)

"Repetita"
- Lorenzo Cerè cerca il riscatto da un'infanzia di solitudine e abusi. Il sesso è per lui un lenitivo in un'esistenza che brucia,mentre il passato continua a colpirlo sottoforma di terribili emicranie e nevrosi. Lorenzo conosce la Storia, conosce gli uomini, i loro crimini, e s'ispira a loro per ideare i suoi omicidi. Lorenzo Cerè è un assassino metodico, inflessibile e preciso, ma non ha calcolato le eccezioni, e la più grande eccezione è lei, la dottoressa Malaspina che lo aspetta in uno studio psichiatrico...

"¡Tú la pagarás!" - Una giornalista soprannominata la Guerrera, il suo pseudo fidanzato trovato morto, un ispettore che si trova a doversi confrontare con il mondo delle serate latinoamericane, tra persone che si fingono cubane e ballerine sensuali, sono i protagonisti di un giallo che svela i misteri e il fascino del mondo della salsa.

Venerdì 30 luglio - incontro con GIANFRANCO CAMBOSU

Gianfranco Cambosu - Nuorese, classe 1966. Insegnante di lettere. Ha partecipato a diversi premi letterari, risultando vincitore di uno e finalista di altri. Nel 2006 è uscito il suo primo romanzo, "Menzogna dell'arca"(Ennepilibri). Nel 2009 pubblica invece "Pentamerone barbaricino" per Fratelli Frilli Editori. E' anche autore di testi teatrali.

"Pentamerone barbaricino" - In un paesino della Barbagia si tenta il "colpo della vita", ma qualcosa va storto. Un fuoco incrociato, un fiume di sangue, e dentro la banca si ritrovano in quattro: i rapinatori Tinteri e Cadena, un imbelle impiegato e una distinta dottoressa. Passano le ore e, mentre il mondo esterno si dimostra sempre più indifferente al fatto, nei cinque giorni di "assedio" i protagonisti si confessano: i "banditi" narrano di pastorizia, faide e sangue, la donna di mistero e satanismi. Il finale a sorpresa svelerà l'arcano di questo "romanzo criminale" originale, avvincente e amaro.


La Libreria Azuni di Sassari è da circa vent'anni uno dei maggiori punti di riferimento cittadini per quanto riguarda i libri scolastici e i testi universitari ed è la prima libreria specializzata in fumetti della provincia.
Ha recentemente aperto ha aperto GialloNoir, un ulteriore settore di specializzazione, primo in Sardegna per qualità e quantità, dedicato interamente alla narrativa gialla, noir, thriller e poliziesca.
La Libreria Azuni è promotrice di una serie di attività e iniziative di divulgazione legate al fumetto, fra le quali spicca il Fumettinfestival, dedicato alla presentazione di autori e addetti ai lavori e giunto a circa venti edizioni.
Fino ad ora sono stati ospiti di GialloNoir: Paola Barbato ed Elias Mandreu.

GialloNoir, un intero settore specializzato in narrativa gialla, noir, thriller, hard-boiled e poliziesca, pulp, spy. Il primo in Sardegna per quantità e qualità e praticamente unico anche a livello nazionale. Più di 5000 titoli di tutte le più importanti Case editrici e delle piccole ma preziose realtà editoriali indipendenti. Autori italiani e di tutto il mondo, oltre a un piccolo settore nel settore che raccoglie una selezione di titoli gialli dedicati ai bambini e ai giovani adulti. Inoltre, presso GialloNoir è possibile trovare il meglio della free-press dedicata al genere (Milanonera, Genova Nera) e una selezione delle migliori riviste letterarie del panorama italiano.

Libreria Azuni

Viale Mancini n.15 - Sassari

tel: 079 233.454
libreriaazuni@gmail.com

http://www.facebook.com/libreriaazuni

martedì 6 luglio 2010

Prossimi appuntamenti "balneari" con MONZA DELLE DELIZIE

Sabato 16 luglio, ore 19, LIBRERIA AZUNI, con Emiliano Longobardi

Sassari, Viale Mancini n.15
tel: 079 233.454
libreriaazuni@gmail.com



Sabato 7 agosto, ore 18 a Lido di Camaiore (LU), in passeggiata
(seguiranno indicazioni), con Giuseppe Previti

martedì 8 giugno 2010

Prossimi appuntamenti per MONZA DELLE DELIZIE

Dopo le belle presentazioni di Stresa il 30 maggio, con Bruno Morchio e Lilli Luini e di Genova il 1° giugno, con Maria Teresa Valle, i prossimi appuntamenti sono:

19 giugno ore 21, Libreria del Corso in Corso SanGottardo a Milano, per MILANO IN BIONDA 2010.

26 giugno ore 19, Osteria del Portone, via Conciliazione 27 a Melegnano (MI), per MELEGNANO NOIR.

A presto.